…QUEL CORRIDOIO
Maggio 29, 2007
di Bruno Pompa
Correva l’anno 1994. Estate. In un fresco appartamento di via San Felice a Bologna si consumava uno dei soliti deliri collettivi tra amiche che sognano e scimmiottano i modi e la mode che girano intorno al mondo delle Top Model. Il lungo corridoio che collegava il soggiorno con il salone diventò per qualche ora il palcoscenico di una pantomima divertentissima che consisteva in una specie di gara ad interpretare la modella preferita utilizzando i ciaffi contenuti nei vari armadi o nella “stanza schifo”. Era la casa di Stefano Casagrande. Per tutto lo staff Cassero, e per molti altri, quella era “la casa”: il luogo delle cene, delle riunioni, delle festività, dei brainstorming, degli amori, delle ospitalità, dei litigi, delle trame e soprattutto degli affetti, quelli inossidabili. Ed è stato proprio in quel momento che il pavimento di quel corridoio fu trasformato in una passerella all’aperto, dapprima in un’esibizione sulla terrazza del Cassero di Porta Saragozza con “Le Unioni Civili non ci coglieranno di sorpresa – sfilata di abiti da cerimonia” e subito dopo all’interno del grande contenitore bolognese estivo MadeInBo con la prima edizione di The Italian Miss Alternative. Due spettacoli realizzati in pochissimo tempo e a distanza di pochi giorni. Un’energia e un entusiasmo che poche volte hanno trovato pari nell’organizzazione di eventi prodotti dal Cassero. Fu l’inizio di un’avventura che ha saputo evolversi e coinvolgere un pubblico sempre più numeroso e tantissimi ospiti che hanno intravisto in quell’evento la genuinità di un’impresa messa in piedi per una nobilissima causa: raccogliere fondi per associazioni locali che si occupano di lotta all’AIDS.
Un gruppo di omosessuali scatenati che, oltre alla kermesse estiva, ha saputo contaminare con sfilate tematiche diversi luoghi aggregativi bolognesi, mostrando con disinvoltura come è possibile fare politica con tacchi e parrucca, utilizzando l’irriverenza come arma contro bigotti e benpensanti, e il sarcasmo contro le assopite intelligenze di sinistra.
Con i nostri slogan, con i nostri costumi e con i nostri temi abbiamo sempre cercato di tener alto il morale ad una città che sempre più spesso sceglie la rimozione e la delega di fronte a scomode identità.
Rimboccarsi le maniche e portare avanti questa manifestazione di successo è stato un obiettivo per tutti noi dopo la scomparsa di Stefano. Cambiano i tempi, le modelle, le mode, i pubblici, ma The Italian Miss Alternative ogni anno a Bologna resta un appuntamento fisso con la solidarietà e il delirio. Uno dei fiori all’occhiello della comunità glbt. Quest’anno lo spettacolo verrà inserito all’interno dei festeggiamenti per i 25 anni del Cassero.