ERA SOLO UN CAVOLO

Marzo 28, 2008

 

 

Gentile sig. Sergio Cofferati, 

in qualità di primo cittadino di questo rossastro agglomerato urbano, ci si aspettava da lei un gesto di benvenuto, un segnale di presenza, una stretta di mano o qualsiasi altra iniziativa volta a mostrar amicizia e senso di responsabilità politica. Si era tutti e tutte nello stesso palazzo l’altro giorno, mi stava venendo da dire sulla stessa barca. Tra funerali e conferenze stampa, immagino che i suoi impegni siano stati molti. Eppure credo che un po’ tutte le persone affacciatesi alla presentazione del Pride nazionale che si terrà a Bologna il 28 giugno 2008, si aspettavano un accenno da parte sua. E invece il silenzio. L’assenza. Non solo, ma nel tardo pomeriggio, dopo che tutte le agenzie avevano riassunto in più lanci i contenuti di questo importante evento, il suo staff ha tenuto a precisare che mai si era parlato o concordato l’utilizzo di piazza Maggiore per quella data. D’altronde un acuto osservatore del suo staff fa notare che è già in programma una proiezione cinematografica. 

La cosa che mi impressiona di più in questa sciocca vicenda è che da quella conferenza stampa gli organizzatori del Pride stavano dicendo che nonostante la disponibilità di piazza Maggiore avrebbero preferito piazza VIII agosto per motivi di miglior riuscita logistica della manifestazione. Che bisogno c’era di una precisazione tanto fuori luogo quanto di cattivo gusto!?

Siamo sicuri che questa città ha bisogno di un vigile che ci ricordi quale film è in programma in una piazza piuttosto che dare il benvenuto a 30.000 persone che rivendicano sacrosanti diritti civili?

Sicuramente abbiamo smesso di sognare tutti una Bologna governata da un sindaco di sinistra. Un sogno che pareva incarnarsi nella sua figura quando apparve all’orizzonte. 

Durante la campagna elettorale che ha avuto come risultato l’assegnazione della poltrona di sindaco alla sua persona, ricordo con assoluta chiarezza il grado di apertura mostrato alla comunità gay: parlò di programmi scritti insieme, di richieste e proposte ragionevoli che sarebbero state ovviamente soddisfatte e parlò infine anche del valore che questa comunità aggiunge a questa città.

L’anno seguente mi presentai da lei a chiedere proprio piazza Maggiore per svolgervi una ormai celebre manifestazione di beneficenza, The Italian Miss Alternative; mi fu risposto “siete inopportuni per l’elettorato cattolico”, che diventò sulla stampa, in tutta fretta, un più mite e caricaturale “c’era già in programma la proiezione cinematografica”. 

Ricordo con nostalgia quella polemica, che addirittura arrivò a far circolare la voce che una delle modelle avrebbe inscenato una decapitazione del sindaco. La cosa suscitò una morbosa curiosità da parte della stampa (e qui proverei a chiedermi anche perché), e invece la modella non fece cadere la sua testa, ma un semplice cavolo. Col senno e le conferme di poi non posso che elogiare la lungimiranza di quella modella. 

Se prova a darsi uno sguardo intorno e verificare a quali principi e a quali manuali di bon ton  si ispirano i suoi più cosmopoliti colleghi (sindaco di Parigi, sindaco di New York, sindaco di Berlino, etc) sicuramente proverà l’irrefrenabile istinto di lasciare dietro di sé un ricordo collettivo più gaio. La nostra passerella ha fatto miracoli, e sarebbe per lei un’ottima occasione di riscatto. Se crede di non farcela da solo, ci dica che numero di scarpe calza e al resto penseremo noi. 

 

Con rispetto e legalità,

 

Agònia 

 

 

3 Risposte a “ERA SOLO UN CAVOLO”

  1. hahaha adoro adorissimo!

  2. A inghippi combinati e malamente gestiti, non serve fare polemica in questo momento. Dobbiamo guardare avanti. Ed essere razionali. Dobbiamo provare a far scoprire le carte al nostro interlocutore, la Prefettura. L’unico modo per verificare se c’è un pregiudizio politico, secondo me, è chiedere Piazza Maggiore. Mancano ancora tre mesi, siamo abbondantemente in tempo per farlo ora, e sentire cosa ci rispondono. E se fosse necessario apriamo un conflitto, nel caso si rimangiassero la parola data. La vedo così, così farei e così mi permetto di suggerire di fare.

    L’oliva è un lauto pranzo solo per una modella.

  3. nostra signora inés detto

    mi sfugge qualche cosa….sarà la lontananza (solo geografica). qualcuno ha richiesto ufficialmente piazza maggiore? perchè essere barattata con un film restaurato di charlie chaplin passi una volta, ma la seconda sono disposta a tutto pur di far sbilanciare ufficialmente il nostro sciagurato sindaco! personalmente (dopo aver richiesto un incontro con il primo cittadino ai tempi delle torte in faccia sui quotidiani, sono ancora in attesa di essere chiamata!!!!!!!!!!!!!!!!!) allora fummo isolate(agònia ed io) come pazze solitarie e visionarie (che bello…che lusso!) dall’allora direttivo, da una parte della stampa ( fui quasi apostrofata “pinquino di peltro” da un quotidiano di sinistra (?) come “l’unità”, dalla giunta comunale e dalle associazioni beneficiarie dell’evento.
    personalmente trovo che i tempi siano maturi per un confronto diretto.
    naturalmente nella tanto amata “legalità”.

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