La mia prima volta

Maggio 20, 2008

di LaTavia Tovarich

Primo Passo: «Mi chiamo LaTavia Tovarich, e sono una modella».
Quando vidi per la prima volta Miss Alternative non sapevo di avere una dipendenza. Ero in piedi, alla fine della passerella, con una macchina fotografica in mano e un blocchetto degli appunti per redigere una recensione sulla manifestazione. Lungi dalla mia giovane mente l’idea che un giorno avrei calcato quella passerella.
No, non io, non a me -ripetevo col gusto di un mantra- non succederà mai a me.
Questo prima che partecipassi a molte edizioni, conquistassi un terzo posto e la nomenclatura di “storica”.
Il mio primo catwalk mi vide solo coperta da tre strisce di tessuto nero, come una pruriginosa censura di un porno provinciale e valse la cancellazione dall’albo professionale del mio analista.
Se è vero che “cinque minuti di passerella valgono una vita dallo strizzacervelli” è altrettanto vero che esistono delle regole, dei passi, percorsi inusitati, ma soprattutto un “metodo”.
L’anonimato parrebbe, di primo acchito, una scusa per nascondersi, ma in questo tipo di manifestazione il tuo nome da modella rischia di essere più conosciuto di quello reale. Sfido chiunque a elencare i reali nomi di Miss Frana, MuccaPazza, Melona Dorsay, o quello di Maiolica Hutton.
Il metodo dei “Dodici Passi” dell’Anonimous Miss Alternative, ricalcano appieno quello di altre associazioni di chi è affetto da dipendenze, i nostri sono i seguenti:

1- Abbiamo ammesso di essere impotenti di fronte ai tacchi, alle griffe e al macramé, e che le nostre vite erano divenute incontrollabili.
2- Siamo giunte a credere che un potere più grande di noi potrebbe ricondurci alla ragione. Ma non in questa vita o in questo universo.
3- Abbiamo preso la decisione di affidare le nostre volontà e le nostre vite alle cure di Dior, Yves Saint Laurant, Balenciaga, Chanel, Gucci e come solo loro possono concepirci.
4- Abbiamo fatto un inventario morale e profondo senza paura di noi stesse. Poi l’abbiamo stracciato e siamo uscite a fare shopping.
5- Abbiamo ammesso a noi stesse e a un altro essere umano la nostra esatta natura: decisamente favolosa.
6- Siamo completamente pronte ad accettare che la Moda elimini i nostri difetti di carattere o li accentui, a seconda della richiesta dello showbiz.
7- Abbiamo chiesto con umiltà i nostri gioielli.
8- Abbiamo fatto un elenco di tutte le persone che non conoscevano la nostra vera natura e ci siamo presentate da loro agghindate come il peggior incubo di Miuccia Prada.
9- Abbiamo fatto direttamente ammenda verso tali persone per l’accostamento sbagliato della borsetta con le scarpe.
10-Abbiamo continuato a fare il nostro inventario morale e personale… ma ci serviva un filtrino per la canna.
11-Abbiamo cercato – inutilmente – attraverso la meditazione, la preghiera, la supplica, che il nostro nome di modella non uscisse dalla bocca dell’amica proprio quando eravamo impegnate in un corteggiamento con un uomo sconosciuto.
12-Avendo ottenuto solo un peggioramento del risultato di questi Passi, abbiamo deciso di farcene una ragione e gettarci nel proselitismo.

Nel mio piccolo cerco nel quotidiano di seguire le indicazioni datemi, sorridendo compassionevolmente al commercialista a cui ho appena dato del femminile, o al mio macellaio di fiducia ancora confuso del mio formulare la richiesta: «Amica, mi daresti tre etti di scottona?».

circus 2002

[foto di Maurizio Galimberti]

IL BANDO (2008)

Maggio 13, 2008

L’edizione di The Italian Miss Alternative 2008 è ormai alle porte.
E’ giunto il momento per il primo appello a tutte le partecipanti.
SABATO 17 MAGGIO alle ore 21:00 presso il CASSERO
sono attese tutte le modelle vecchie, nuove, alte,basse, grasse, secche, ricche o sfrante.
Sotto l’ormai noto motto di OGNUNO HA LA SUA CROCE, attendiamo idee, omaggi, deliri, eredità, copiature originali, intenzioni surreali.
L’incontro durerà il tempo giusto di sopportazione che ciascuna si merita. Agònia avrà una buona parola per tutte. Gli esiti di questo primo incontro saranno resi noti sotto forma di pettegolezzo nei peggiori salotti: in caso di stroncatura fate pure di necessità virtù, il giorno dopo c’è sempre il Pride.

>>> la puntualità non farà di voi delle signore, ma certo allevierà il fastidio a tutte le altre che tornano utili quando non sapete a chi chiedere un po’ di cerone <<<

VANITY POLASE

Maggio 2, 2008

missalternative 2002 \

 

[foto di Maurizio Galimberti]