“OGNUNO HA LA SUA CROCE”
Giugno 17, 2008
In questo clima che favorisce la tenuta delle acconciature, ma che è a sfavore dello scioglimento di cere e mastici, le modelle della Maison du Casserau stanno operando ciascuna nel proprio atelier per sfoderare il colpo di scena finale di fronte alla platea che le attende come i romani attendevano le pellicce in campo.
Per chi non conoscesse bene le dinamiche dello show, le modelle sono chiamate così per convenzione, ma in realtà sono tutt’altro: innanzitutto per il 90% sono dei bei maschioni, e in secondo luogo nessuno ha mai cucito un vestito per loro, quindi più che modelle sono delle artigiane. Per di più prive di mezzi e di idee. Ma dotate di tanto coraggio. Tantissimo.
Le appartenenti al gentil sesso sono tutt’altro che gentili, e pur di non sfigurare in mezzo a tanto ardore esagerano puntualmente con stucchi, colle e carte da parati.
Per favorire la comparsa di idee all’orizzonte, da qualche anno l’organizzazione ha pensato di lanciare dei temi. Parliamo di ambiti generici, vaghi stimoli per accendere almeno un colore. E quest’anno, col clima politico siffatto, con un Pride in casa da gestire e alimentare, con una chiesa invidiosa di non poter sfogare come noi ogni anno, si è pensato di affidarsi a quel modo di dire “Ognuno ha la sua croce”. Bene, le modelle hanno interpretato la frase tutte allo stesso modo: ognuna ha la sua patologia. Ed eccoci in pieno delirio solipsistico di ciascuna di fronte al mondo. Non sveleremo i dettagli, ma potete immaginare cosa potrà mai passare su quella passerella: ogni partecipante al concorso di the italian miss alternative è impegnata a rappresentare la propria ossessione, la propria psicosi, la propria mania. Il mondo ne uscirà sicuramente cambiato.
Abbiamo avuto modo di fare due chiacchiere con alcune di loro, separatamente, e quel che appare evidente è che quest’anno lo sforzo di ciascuna è duplice: il giorno dopo a Bologna siamo tutti e tutte impegnate col Pride nazionale. Un evento che richiede impegno, partecipazione, energia, sorrisi e fegato. Un evento nato a Roma quindici anni fa, esattamente come The Italian Miss Alternative. E le modelle quest’anno sfoderano in questa ricorrenza tutte le loro risorse militanti e spettacolari. Sono qui tutte a ricordare l’alto valore pratico e simbolico di uno show come questo, che negli anni è stato in grado di stringere attorno a quella passerella la società bolognese, solidale e partecipativa. Un impegno preso e svolto anche dalle associazioni beneficiarie dell’evento, che ogni anno si ritrovano insieme per formulare una campagna ad hoc per l’evento, per gestire l’accoglienza con volontari e per testimoniare una presenza in città che purtroppo non ha mai smesso di essere necessaria. Lega Italiana per la Lotta contro l’AIDS, Movimento Identità Transessuali, Iniziativa Donne AIDS e Cassero Progetto Salute.