PAURA!

Giugno 25, 2009

locandina miss alternative 2009

locandina miss alternative 2009

LA VINCITRICE

Giugno 30, 2008

MISS FVLN aka FAVOLINA

The italian Miss Alternative 2008

[foto di Jacopo Puggioli]

Come ogni anno la festa continua dopo lo show, pilotata in consolle da grandi nomi della dance italiana che offrono gratuitamente il loro contributo alla serata benefit.

Quest’anno è la volta dei Pastaboys dj. 

Accomunati da una grande passione per la musica house, ma soprattutto dal desiderio di utilizzare la pista ballo come luogo di sperimentazione sonora (oltre che di intrattenimento), lavorano insieme dal 1995, muovendosi con disinvoltura, tra citazioni che arrivano dalla disco più classica, sino a lambire il soul, il blues ed il latin jazz.
Per loro, insomma, la ‘club culture’ deve riscoprire (e valorizzare) l’essenza veramente ‘black’ della house, avvicinarsi alle radici di questa musica, che sono quelle strettamente connesse con il suono afro americano.
Il jazz ed il soul come esperienza ‘spirituale’, insomma, caratterizza la ‘scrittura’ dei loro dj set e delle loro produzioni, che riescono ad attraversare i linguaggio più vivaci della musica elettronica contemporanea.
 
L’album ‘Daylight in the Invisible World’ – uscito su Irma Records qualche anno fa – é il frutto di un ‘work in progress’ che ha riversato, nel loro studio di Bologna, esperienze, amori e citazioni assimilate in anni di dj style.
Con la collaborazione fattiva di Osunlade (che li ha voluti sulla sua etichetta Yoruba) e della cantante Wunmi, il disco  é un racconto, in presa diretta, del versante autenticamente ‘black’ della club culture.
Al cd i Pasta Boys sono arrivato dopo una intensa attività produttiva e innumerevoli remix realizzati in collaborazione con i più prestigiosi nomi della scena planetaria.
Basterebbe citare il rework di  ‘I Love to Love’  di Jody Watley con Roy Ayers, uscito per la prestigiosa MAW Records, o i tanti lavori su Strictly Rhythm ed NRK o il super successo ‘Soul Heaven, realizzato insieme a Bini&Martini, con il nome di The Goodfellas.

Oppure, giusto per arrivare ai giorni nostri, i remix per Stylophonic, Terry Brooks e il pezzo Joga Bola per la campagna Nike, l’inserimento di due loro tracce nel mix del Fabric da parte di un maestro assoluto come Carl Craig (che già da tempi non sospetti si è innamorato di questo terzetto italiano) o il recente ep Tribute che ha ricevuto moltissimi passaggi radiofonici ed è stato portato in trionfo su BBC1 da un guru come Pete Tong.

Se il versante discografico li vede occupatissimi – anche per i restyling alla loro label Manocalda – il lato del clubbing non è da meno: oltre alle storiche residenze al Kinki di Bologna e alle Folies De Pigalle (entrambe, da oltre 10 anni!), i Pasta Boys continuano a sedurre con la loro personalissima miscela sonora le più importanti situazioni italiane, da Miss America/Maffia al Kama Kama, dal Mazoom al Fluid, passando per Area City, Red Zone, Echoes, Nafura, Guendalina e tante altre.

E’ un periodo talmente importante per il terzetto che anche GQ ha deciso di tributargli un servizio fotografico – realizzato da Fabrizio Ferri – insieme ai più importanti produttori e dj italiani.

I Pasta Boys sono entrati nel gotha ed anche dall’estero la cosa è risaputa: ormai le date internazionali, sia come trio che singolarmente, sono all’ordine del giorno e quello che era iniziato come un progetto prettamente italiano, sta sempre più assumendo i contorni di un vero fenomeno mondiale.
 
 

DIVINE BROWN

Giugno 27, 2008


[foto di Maurizio Cecconi]

MAIOLICA HUTTON

Giugno 26, 2008

[foto di Claudia Marini]

FVLN aka Favolina

Giugno 26, 2008


[foto di Claudia Marini]

ECLIPSIA SOLEDAD

Giugno 24, 2008

[foto di Claudia Marini]

Belinda – X – Press

Giugno 18, 2008

[foto di Claudia Marini]

BRENDA BROADWAY

Giugno 16, 2008

 

In molti ricordano il suo esordio canoro sul palco di The Italian Miss Alternative. Indossava un costume strepitoso, interamente costruito con cotton-fioc e batuffoli struccanti di vario colore. Da quella nuvoletta soffice e saltellante usciva fuori l’unica voce soul della Maison du Casserau, la black-inside Brenda Broadway. Da quel giorno ogni appuntamento con questa manifestazione l’ha vista protagonista di un’interpretazione canora di grande successo. E non solo: anno dopo anno ha saputo arricchire i suoi momenti con coreografie e allestimenti fino a raggiungere vette eguagliate solo da grandi musical. Quest’anno manterremo il riserbo sulla sua esibizione, ma possiamo annunciare già da ora che molto probabilmente l’artista riuscirà a chiudere un accordo con un gruppo di musicisti che parteciperanno attivamente all’intero show. 

LATAVIA TOVARICH

Giugno 16, 2008

 

[foto di Maurizio Galimberti]

circus 2002

[foto di Maurizio Galimberti]

VANITY POLASE

Maggio 2, 2008

missalternative 2002 \

 

[foto di Maurizio Galimberti]

JO BASTARDO

Giugno 21, 2007

jo bastardo

[foto di Claudia Marini]

LaTavia Tovarich

Giugno 19, 2007

LaTavia Toavarich

foto di Claudia Marini

miss GAETA JONES & giullare di corte

[foto di Claudia Marini]

di Vincenzo Branà

Qualcuna in passerella sembra esserci nata. E manco ci si fa caso, nel vederla sfilare, a quei peli lunghi e duri su cosce e avambracci che, a dispetto delle bionde chiome, non mentono sulla virilità anagrafica. Per altre invece ogni anno è l’ennesimo tentativo: progettano palazzi di cartapesta e fuochi d’artificio, su un baldacchino che regolarmente frana al secondo gradino dell’entré. Ma in ogni caso, caschi il mondo o la sottogonna, ogni anno, a the Italian Miss Alternative, quando si accendono i riflettori scatta l’incantesimo.
Si va oltre l’identità, e sul tema si azzarda la giocoleria: un transessuale m/f sposa un uomo gay , di molti chili e centimetri inferiore alla consorte, si potrebbe dire la metà. E il suddetto marito, il piccoletto, qualche anno prima sfilava in abitino minigonna e paralume in testa, a braccetto con amico gay alto e filiforme – molto più alto, si potrebbe dire il doppio – a rappresentare la coppia di abat-jour della camera da letto. Insomma non inseguiamo il filo per non perderci nella matassa. Perché qui il problema non è essere gay, lesbiche, transessuali, alti, bassi, filiformi o monumentali. Il problema – l’Aids – resta lo stesso per tutti. E per una sera, chiunque tu sia, vale pure una sfilata. Da vedere, in un cortile, di buon grado. O da tentare, smettendo i panni dell’impiegato, dello studente, del cameriere  o del facchino, per calzare tacco 15 e mostrare alla tribuna i frutti del magico connubio tra un uomo e una Singer .
Ogni sedia con un bolognese che batte le mani sono 15 euro, che moltiplicati per il numero delle sedie sono qualche migliaio. Ci togli le spese, e voilà un gruzzoletto neanche troppo ricco da spartire tra alcune delle rare realtà che a Bologna hanno a cuore la lotta all’Aids. Lila, Mit, Ida e Progetto Salute Cassero: quattro corpi  con un solo polmone, a tener stretta una sopravvivenza che a tratti è agonia. A Bologna, contrariamente a quanto avviene in tutte le altre città della regione, sono in aumento i nuovi casi di Aids. Il contagio, in altre parole, sta riprendendo quota. Tirando le somme – in maniera approssimativa perché è pressoché impossibile fotografe il fenomeno Aids con precisione – il numero di sieropositivi in Emilia Romagna oscillerebbe tra 6.000 e 9.000. Un intero Comune della pianura, per intenderci. Oppure la popolazione sommata di tre cittadine del nostro appennino.
E chissà che credevamo di esserci messi alle spalle assieme agli anni Ottanta, chissà dopo lo spauracchio quanto si è dormito convinti che le tempeste del passato non potessero mai più irrompere all’orizzonte. E invece l’Aids è sempre stato in agguato. Nelle coppie eterosessuali quanto in quelle gay, nei battuage come negli uffici..
Oggi il sesso è un’esperienza precoce, una tappa da bruciare. E a volte un malcostume. Perché lo si pratica da inconsapevoli, ricchi solo di un telefonino che ha convogliato sotto lo sguardo l’illecito e il trasgressivo, shakerati assieme e senza didascalia. Lì si insidia il pericolo, e la colpa di chi sul tema continua a dormire o a far dormire. Le modelle della Maison – qui ne vedete una decina ritratte dall’obbiettivo di Claudia Marini – la sveglia la fan suonare una volta l’anno. Si fa spettacolo, senza alcuna velleità. E si cerca di tirare il fiato, perché in quattro, quando si respira poco e tutti da un polmone, a volte sembra quasi di soffocare.

nostra signora Inés

Maggio 29, 2007

NOSTRA SIGNORA INèS

LYSANDRA CORIDON & BOIA BRAMBILLA (the italian miss alternative “spettacolo proibito”