Bologna, 19 giugno 2012

A causa di impedimenti organizzativi, l’edizione di The Italian Miss Alternative 2012, in programa mercoledì 27 giugno presso il parco del Cavaticcio, verrà rimandata a settembre prossimo. Ci scusiamo con tutte le persone che si trovavano a buon punto con i preparativi.

Un caldo saluto estivo.

Agònia

RIUNIONE MODELLE

giugno 6, 2012

VENERDI’ 8 GIUGNO ALLE ORE 21:00 

PRESSO IL CASSERO GAY LESBIAN CENTER 

SI TERRA’ LA PRIMA RIUNIONE DELLE MODELLE PER LA PARTECIPAZIONE A THE ITALIAN MISS ALTERNATIVE 2012

DATI I TEMPI STRETTI E IL PRIDE ALLE PORTE CHIEDIAMO A TUTTI E A TUTTE DI DARCI UNA MANO A FAR CIRCOLARE QUESTO INVITO

IL TITOLO (E IL TEMA) DELLA MANIFESTAZIONE DI QUEST’ANNO SARA’ “EROINA” > FEMMINILE DI EROE > NON SOSTANZA STUPEFACENTE

ASPETTIAMO VOSTRI CONTRIBUTI, PARERI E IDEE

UN SALUTO

Agònia

MARRONE MAI

ottobre 6, 2011

DELUXE EDITION

settembre 10, 2010

locandina The italian miss alternative 2010

E con questo motto lo storico spettacolo di beneficenza, che mette in passerella giovanotti coi tacchi alti quanto le mutande, entra ufficialmente a Palazzo Re Enzo. Diciassette anni di storia alle spalle. Un successo dopo l’altro costruito stringendo attorno alla sua passerella l’intera comunità bolognese sensibile ai temi della prevenzione hiv/AIDS e della diversità.

Domenica 12 settembre alle ore 22 (apertura cancelli ore 21)

THE ITALIAN MISS ALTERNATIVE

DELUXE EDITION

Tornano le modelle della Maison du Casserau per uno spettacolo ironico, politico e insieme delirante, che ha saputo incuriosire artisti, stilisti, noti personaggi dello spettacolo e molti amministratori pubblici. Saranno presenti alla kermesse numerose personalità della Bologna solidale, che credono nel lavoro di sensibilizzazione e raccolta fondi che questo show propone ogni anno.

A presentare la sfilata di beneficenza ci saranno Agònia e Donna Clelia. Veterane del concorso ideato nel 1994 da Stefano Casagrande.

Stefano Casagrande, scomparso nel 2000,  verrà ricordato all’interno della serata con interventi di amici e in particolare da Eva Robins. L’intera comunità è in attesa dell’inaugurazione del giardino che la città gli ha voluto intitolare. Per questioni burocratiche, legate alla caduta del governo locale, stiamo pazientemente rimandando questo importante atto di riconoscimento di una personalità poliedrica e di un coraggioso militante per i diritti delle persone omosessuali.

Il tema di questa edizione sarà il lusso. A interpretare questa dimensione oltre 20 modelle, che hanno realizzato abiti con materiali di riciclo, costruendo fantasmagorici costumi a tema. Le uscite prevedono rappresentazioni del lusso in molteplici forme, tra queste il lusso di restare bambini, il lusso di essere italiani, il lusso di avere una servitù. Ma verranno celebrati anche l’oro, le orge e i baccanali, l’Arabia Saudita e non ultimo il matrimonio che è un lusso che ancora non possiamo permetterci in molti. L’esibizione canora di Minerva Lowenthal, che prevede la partecipazione di otto coristi, renderà omaggio alle migliori atmosfere del musical americano. La platea verrà coinvolta con l’aiuto di due inviate speciali pronte a intervistare chiunque: Matty P e Divine Brown.

Per la prima volta in tanti anni la giuria dell’evento non prevede ospiti di alcun tipo. Per questa particolare funzione sono stati venduti biglietti da 50 euro, e tutti i possessori di tale biglietto sostenitori saranno in giuria.

L’intero ricavato sarà donato alle associazioni bolognesi che si occupano di lotta all’AIDS:

– LILA
– MIT
– IDA
– CASSERO SALUTE

All’interno del Salone del Podestà, dove si svolgerà lo spettacolo, sarà allestito un bar per rinfrescarsi  durante la permanenza.

The italian miss alternative è un’iniziativa prodotta dal circolo arcigay Il Cassero

organizzazione: Bruno Pompa

ottimizzazione: Angelo Parmentola

Lo spettacolo di quest’anno sarà dedicato a Marcella Di Folco, storica amica e attivista, nonché presidente di una delle associazioni beneficiarie, recentemente scomparsa.

Le modelle ringraziano il commissario AnnaMaria Cancellieri per la gentile concessione di Palazzo Re Enzo.

Eva Robins (miss alternative - 2005 - spettacolo proibito)

il Cassero – gay lesbian center

è lieto di presentare

THE ITALIAN MISS ALTERNATIVE

PAURA!  –  XVI edizione

giovedì 9 luglio h 21:30

presso il cortile della Cineteca
via Azzo Gardino 65 – Bologna

Torna puntuale come ogni anno l’appuntamento con la solidarietà targato The Italian Miss Alternative, lo spettacolo benefit che mette in scena un concorso di bellezza riservato a giovanotti e signorine coi tacchi alti quanto le mutande. Giunto alla sedicesima edizione l’evento si propone quest’anno di svolgere un tema molto caro a tutta la comunità lgbt: la paura. Ogni partecipante avrà il suo costume dedicato a una fobia. In un mondo in cui la paura è diventata una moneta di scambio nelle relazioni sociali è bene sdrammatizzarne l’impatto sulle coscienze di tutti. La passerella di miss alternative si conferma anche quest’anno come il luogo in cui osservare e vivere la genuina arte del trasformismo, del camp e dell’ironia. Da molti anni la Bologna solidale si stringe attorno a questo spettacolo per rinnovare il senso di partecipazione di numerosi volontari che per una sera costruiscono un momento di raccolta fondi da destinare alle associazioni bolognesi che si occupano di lotta all’AIDS.
Lo scorso anno l’edizione di The Italian Miss Alternative fu affiancata al grande momento del BolognaPride e in quell’occasione si raccolsero illustri firme per dedicare una via a Stefano Casagrande, fondatore di questa manifestazione. La richiesta è andata a buon fine, il Comune di Bologna dedicherà un giardino a Stefano. Mancano alcuni dettagli burocratici e il gioco è presto fatto. Approfitteremo il prossimo anno per inaugurare questo primo spazio in città che porta il nome di un grande attivista omosessuale.
The Italian Miss Alternative ha avuto grande eco sulla stampa nazionale e internazionale, alle varie edizioni hanno preso parte numerosi personaggi dello spettacolo, della cultura, della moda e del giornalismo. Siamo fieri ogni anno di vedere rinnovata questa adesione e fiducia nella nostra proposta. Quest’anno per la prima volta l’Università di Bologna ci ha concesso un tirocinio per una studentessa che ha seguito le varie fasi della preparazione dell’evento. E la Cineteca di Bologna ci ha riconfermato lo spazio a titolo gratuito. Diverse saranno le presenze politiche nel parterre di quest’anno ad inaugurare una stagione amministrativa appena iniziata dopo le recenti elezioni. Il nostro invito è esteso a tutte e tutti i bolognesi. Presenziare a questo show, oltre che divertente, continua ad essere un modo per costruire una città più inclusiva, più intelligente e più solidale.

le associazioni beneficiarie dell’evento:

LEGA ITALIANA PER LA LOTTA CONTRO L’AIDS – BOLOGNA
INIZIATIVA DONNE AIDS
MOVIMENTO IDENTITA’ TRANSESSUALI
PROGETTO SALUTE CASSERO

Ora è necessario uno sforzo senza precedenti per la prevenzione della trasmissione dell’HIV, così com’è stato fatto con grande successo per la terapia antiretrovirale.
Questa è la richiesta, non più rimandabile, dei maggiori esperti del mondo lanciata a chi si occupa di salute pubblica, alle persone che vivono con l’HIV ma, soprattutto, ai capi di governo di tutto il mondo.
Il dato è drammatico: per ogni persona che inizia un trattamento altre tre acquisiscono una nuova infezione. Leggendo cinicamente questo dato appare chiaro che se il trend continuerà con questo ritmo non solo non sarà mai possibile raggiungere l’obiettivo di garantire a tutte le persone infettate dall’HIV l’accesso ai trattamenti entro il 2010, ma andremo verso il collasso dei sistemi sanitari di molti paesi.
Il paradosso sta nel fatto che, nonostante l’evidenza scientifica del buon funzionamento di alcuni interventi di prevenzione, molti governi non li applicano. Se ripercorriamo la storia dall’inizio della pandemia possiamo vedere come negli anni ‘80 anche in assenza di conoscenze scientifiche, ancora prima che il virus fosse isolato, con pochissimi strumenti disponibili (solo preservativi e siringhe pulite), furono le stesse comunità omosessuali colpite dall’infezione in USA e in Europa ad attivarsi e a mostrarci come fare per contenere l’infezione.
A più di venti anni di distanza possiamo dire che nella risposta globale alla pandemia, l’obiettivo della prevenzione è stato marginale rispetto all’obiettivo della cura, mentre è opinione comune che cura e prevenzione devono viaggiare insieme perché  direttamente collegate.  Nonostante le cure efficaci di cui disponiamo non riusciremo mai a sconfiggere la pandemia se non si metteranno in campo strategie di prevenzione efficaci. La prevenzione di cui abbiamo bisogno oggi, alla luce delle conoscenze attuali, è un intervento basato su una combinazione integrata di strumenti e approcci che vanno dalle tecniche biomediche agli interventi comportamentali all’inclusione delle terapie antiretrovirali come strumento di prevenzione perché, come hanno dimostrato molti studi, la carica virale gioca un ruolo determinante nella eventualità di un contagio. Vale a dire che una persona sieropositiva con carica virale non rilevabile, una buona aderenza terapeutica e assenza di infezioni a trasmissione sessuale ha scarse probabilità di trasmettere il virus.
Le informazioni sui modi di trasmissione e sui metodi di prevenzione rispetto all’HIV sono un requisito indispensabile ma non sufficiente a stimolare pratiche di comportamento più sicure.
Tutti i modelli teorici sulla prevenzione all’HIV fino ad oggi elaborati sono concordi nel dire che i comportamenti di salute sono il risultato dell’interazione tra più fattori: cognitivi (informazione), sociali (motivazione) e comportamentali (abilità).
Per questo motivo le associazioni di lotta all’aids beneficiarie di Miss Alternative quest’anno proporranno agli spettatori e alle spettatrici un gioco che coinvolge tutti e tre questi fattori: in principio era il preservatovo”.
Se verrete, scoprirete di cosa si tratta …

PAURA!

giugno 25, 2009

locandina miss alternative 2009

locandina miss alternative 2009

IL BANDO (2009)

maggio 8, 2009

THE ITALIAN MISS ALTERNATIVE 2009
XVI edizione
è in preparazione

come ogni anno, alcune settimane prima dell’evento si organizza un primo incontro con le modelle della maison che hanno intenzione di costruire tutte insieme il grande evento;

quest’anno ci concentreremo sul tema delle fobie, si, quelle psichiatriche, politiche, virali, di coscienza, civili ed estetiche; un tema che darà a tutte l’occasione di trasformare la nostra passerella nell’incubo haute couture più socialmente utile che si sia mai visto (e vissuto);

l’appuntamento per tutte è fissato per mercoledì 27 maggio 2009 alle ore 21:00 al Cassero (via Don Minzoni 18, Bologna)
>>> puntualità e conferme sappiamo non essere voci comprese nel manuale di bon ton della modella tipo, ma sta uscendo una nuova edizione in cui si può leggere sotto queste voci “nulla resterà impunito” <<<

avremo da scambiarci molte idee (ad avercene!) riguardo la serata in sé, i costumi (c’è chi ancora li chiama così) e le performance (mai l’inglese è stato così accomodante), ma anche su eventi correlati che coroneranno l’iniziativa di quest’anno (probabilmente per dimenticare la principale)

vi aspetto numerose
vostra
Agònia

bando missalternative 2009

bando missalternative 2009

LA VINCITRICE

giugno 30, 2008

MISS FVLN aka FAVOLINA

The italian Miss Alternative 2008

[foto di Jacopo Puggioli]

Come ogni anno la festa continua dopo lo show, pilotata in consolle da grandi nomi della dance italiana che offrono gratuitamente il loro contributo alla serata benefit.

Quest’anno è la volta dei Pastaboys dj. 

Accomunati da una grande passione per la musica house, ma soprattutto dal desiderio di utilizzare la pista ballo come luogo di sperimentazione sonora (oltre che di intrattenimento), lavorano insieme dal 1995, muovendosi con disinvoltura, tra citazioni che arrivano dalla disco più classica, sino a lambire il soul, il blues ed il latin jazz.
Per loro, insomma, la ‘club culture’ deve riscoprire (e valorizzare) l’essenza veramente ‘black’ della house, avvicinarsi alle radici di questa musica, che sono quelle strettamente connesse con il suono afro americano.
Il jazz ed il soul come esperienza ‘spirituale’, insomma, caratterizza la ‘scrittura’ dei loro dj set e delle loro produzioni, che riescono ad attraversare i linguaggio più vivaci della musica elettronica contemporanea.
 
L’album ‘Daylight in the Invisible World’ – uscito su Irma Records qualche anno fa – é il frutto di un ‘work in progress’ che ha riversato, nel loro studio di Bologna, esperienze, amori e citazioni assimilate in anni di dj style.
Con la collaborazione fattiva di Osunlade (che li ha voluti sulla sua etichetta Yoruba) e della cantante Wunmi, il disco  é un racconto, in presa diretta, del versante autenticamente ‘black’ della club culture.
Al cd i Pasta Boys sono arrivato dopo una intensa attività produttiva e innumerevoli remix realizzati in collaborazione con i più prestigiosi nomi della scena planetaria.
Basterebbe citare il rework di  ‘I Love to Love’  di Jody Watley con Roy Ayers, uscito per la prestigiosa MAW Records, o i tanti lavori su Strictly Rhythm ed NRK o il super successo ‘Soul Heaven, realizzato insieme a Bini&Martini, con il nome di The Goodfellas.

Oppure, giusto per arrivare ai giorni nostri, i remix per Stylophonic, Terry Brooks e il pezzo Joga Bola per la campagna Nike, l’inserimento di due loro tracce nel mix del Fabric da parte di un maestro assoluto come Carl Craig (che già da tempi non sospetti si è innamorato di questo terzetto italiano) o il recente ep Tribute che ha ricevuto moltissimi passaggi radiofonici ed è stato portato in trionfo su BBC1 da un guru come Pete Tong.

Se il versante discografico li vede occupatissimi – anche per i restyling alla loro label Manocalda – il lato del clubbing non è da meno: oltre alle storiche residenze al Kinki di Bologna e alle Folies De Pigalle (entrambe, da oltre 10 anni!), i Pasta Boys continuano a sedurre con la loro personalissima miscela sonora le più importanti situazioni italiane, da Miss America/Maffia al Kama Kama, dal Mazoom al Fluid, passando per Area City, Red Zone, Echoes, Nafura, Guendalina e tante altre.

E’ un periodo talmente importante per il terzetto che anche GQ ha deciso di tributargli un servizio fotografico – realizzato da Fabrizio Ferri – insieme ai più importanti produttori e dj italiani.

I Pasta Boys sono entrati nel gotha ed anche dall’estero la cosa è risaputa: ormai le date internazionali, sia come trio che singolarmente, sono all’ordine del giorno e quello che era iniziato come un progetto prettamente italiano, sta sempre più assumendo i contorni di un vero fenomeno mondiale.
 
 

Gentilissimo Sindaco, Caro Sergio,

I quindici anni di “carriera” rendono ormai The Italian Miss Alternative una piccola istituzione, una carovana sui tacchi nota in tutto lo stivale e che per lo stivale, più volte, è corsa ad appuntare il fiocco rosso della lotta all’aids. Le modelle della Maison du Cassero hanno  bisbigliato costanti il loro motto, come si conviene alle signore, e negli anni hanno tenuto vivo quel piglio concepito quindici anni fa nel corridoio di una casa in via San Felice. A quel civico, signor sindaco, viveva Stefano Casagrande, un omone dall’aria austera e col baffone tipico dei Quartieri Spagnoli. Un artista, un pensatore, un vero leader: per anni il Cassero è stato animato dal suo estro, per anni i palcoscenici di tutta Bologna hanno goduto della sua brillante comicità. Fu Stefano, quindi, a partorire The Italian Miss Alternative: chiunque per un giorno poteva essere una mannequine, a prescindere da peli baffi e barba, indossando tutto quello che si trovava nell’armadio. O più in generale nella camera, in cucina, nel bagno, in garage. L’importante era portare con sé un po’ di gente, mettere tutti la mano al portafoglio e raccogliere qualche soldo per rinvigorire lo scudo contro il diffondersi del virus dell’Hiv.  Miss Alternative, da allora, non ha mai interrotto la sua corsa e negli anni ha fatto sempre sentire il suo sostegno alle associazioni che a Bologna si occupano di lotta all’Aids. Purtroppo, però, non è bastata l’energia del nostro sgambettare in passerella a far sì che Stefano Casagrande, ancora oggi, corresse insieme a noi. Ma creda, sindaco, l’essere qui sui tacchi ancora, a quindici anni da quella “prima” in corridoio, a perpetrare la sua lotta, è il modo che tutti e tutte naturalmente abbiamo scelto per non dare per persa fino in fondo quella sfida.

Quest’anno però, con il suo aiuto, vorremmo fare qualcosa di più. “Ognuno ha la sua croce” è il titolo del defilée alle porte, e proprio una croce, in fondo, è quello che le chiediamo: la metta su una mappa, quella di Bologna, della nostra città. E la metta proprio vicino all’attuale sede del Cassero, dove i cantieri stanno ultimando la nuova Manifattura della Arti. Accanto a quella “x”, le chiediamo, di scrivere il nome di Stefano Casagrande, a ricordo di quanto ha fatto per la nostra comunità e per Bologna tutta, e affinché ogni giorno ciascuno abbia in mente una lotta – quella contro l’aids – che abbiamo tutti il dovere di vincere.

 

In attesa di un suo cortese riscontro, celata da un ventaglio, le porgo i saluti della Maison

 

Con osservanza

 

Nostra Signora Inès

 

 

DIVINE BROWN

giugno 27, 2008


[foto di Maurizio Cecconi]

MAIOLICA HUTTON

giugno 26, 2008

[foto di Claudia Marini]

di Helena Velena

 

Ogni volta che conosco una persona nuova, mettiamo una ragazza, che di li’ a poco mi rende edotta dell’esistenza del suo “ragazzo/fidanzato/compagno”, mi diverto a guardarla seria seria e poi a dirle cose del tipo “ma come mai una scelta cosi’ elitaria e minoritaria? Ma non e’ un po’ pesante essere etero, di questi tempi?”. Idem per i maschietti, che al contrario delle ragazze difficilmente sorridono e rimangono invece seri seri.
Fatto e’ che, a parte la provocazione, sembra che si sia ormai diffusa la convinzione che la cultura frocia e’ parte integrante della cultura “alta”, e che essere gay ormai non significa piu’ nulla e non comporta piu’ nessun problema.
Peccato che non sia affatto vero.
In questa societa’ occidentale fintamente non a caste infatti, i drammi non ancora palesi aprono ferite trasversali che attraverano tutti i livelli dell’esistente esponendoli a letali spruzzate di pioggia acida.

Cosi’ come l’apertura di centri commerciali & MegaMercati al posto dei negozietti a conduzione familiare accentra il reddito nelle mani dei ricchi sempre piu’ ricchi a sfavore dei poveri sempre piu’ poveri, cosi’ succede nella realta’ a macchia di leopardo dell’esistenza frocia.
Certo, un notevole display di elegante checcaggine colta (leggasi gay chic) e’ un must assoluto nei salottini dell’ex jet set (ormai imbarbarito, ma sempre ben abile a distinguersi, farsi distinguere, non diluirsi nel resto della massa greve), l’assenza del quale risulterebbe di vero cattivo gusto.
Pero’ essere froci, checche, lesbiche femmes, genderfuck o transgedender, nelle Centocelle dell’Italia tutta, anche se si frequenta i centri sociali, comincia ad essere sempre piu’ un problema.
D’altro canto, se la tendenza “giovanile” imperante dei requisiti per l’appartenza al mondo dei “giusti” e’ di essere supermaschi binari super-rapati (non ARrapati, nota bene), integral Nike o alternativamente integral Adidas (anche se adesso si sta incominciando a diffondere un “inner circle” superintegralista di “rapate integrali, jeans blue e t-shirt bianca con microsponsor (ne con la Nike ne con la Adidas, per una “terza posizione”, e chi puo’ capire capisca)”), che fare se si e’ “altro”?
Ci si rapa comunque! Mica e’ tanto frocio andare in giro coi boccoloni biondi (magari la mamma del tuo maschio ti dara’ del “culatone”, ma giusto quella).
Quindi, dato che il look macho e’ stato (giustamente, ma qui le chiavi interpretative si rovoltano tra di loro peggio di un balletto di schiaccianoci) sempre elemento essenziale della cultura gaya, ben venga questa casuale normazione, non voluta ma certamente neppure “non-gradita”.
Fortuna che ogni tanto c’e’ chi rimescola le carte, e confondendo le acque rende chiaro e palese ancora una volta da che parte sta e cos’e’ la cultura frocia..
Stefano Casagrande, che io preferisco di gran lunga chiamare “La Cesarina”, un meraviglioso macho rapato DOC da tempi non sospetti, organizza da anni Miss Italia Alternative, anche se, a causa della “paura della concorrenza!….”, intimata dai “baronetti dell’italglietta salsomaggiorese” a ribattezzarsi Italian Miss Alternative.
Quindi mentre altre importanti realta’ del panorama gaylesbico italiano preferiscono ri-cimentarsi con la concorrenza (benriuscitissima, senza dubbio) alla “Donna sotto le stelle” di Canale5esca fama, il Cassero di Bologna, sede arcigay ben poco in “giacca&cravatta”, scheccheggia alla grande, ma col mitra in mano (tranquill*, spara “confetti” alla liquirizia).

Questa Miss Alternative e’, in ultima sostanza, un “gran ballo”, senza citare Copi, delle Drag Queens.
Niente di originale forse?
Al contrario. Ossigeno puro sparato nei nostri cervelli deviati che al gioco dell’essere componente tranquilla & rispettosa della societa’ dei Consumi non ci stanno perche’ amano altri giochi.
Meno formali e piu’ succulenti.
Okok, dicamola tutta chiara: lo sappiamo, sembra che oggigiorno essere stilista equivalga in totale sovrapposizione perfettista ad essere gay.
Pero’ poi che ci si fa di tutta questa alta moda? Di tutto questo amore per “la donna” idealizzata, santificata ed altarizzata come neppure Alighieri & Petrarca nella loro overdose ormonale etero seppero fare?
Ed ancora, con tutta sincerita’ chi li indossa questi meravigliosi abitini taglia 40, massimo 42, pur se con stoffe pregiate dai delicati riflessi che richiamano i giochi di luce dell’alternanza delle stagioni? Neppure la nostra sorellina etero. Porta la 44,  e poi non avrebbe (o, somma ma drammatica banalita’)  mai i dindini per comprarli.
Allora?
Allora ecco che la magica creativita’ frocia da strada non solo salva il salvabile ma soddisfa le nostre papille gustative.
Si perche’ l’Italian Miss Alternative “taglia e cuce” Miss Italia con una sfilata di stilisti iperallternativi che, “immettibile per immettibile” almeno si divertono giocando con l”l’inammettibile”.
Quindi la bellezza delle modelle (tutte rigorosamente “giovanotti”, anche se dal prossimo anno si apre pure alle donzelle, purche’ “alternative”) qui non sta nell’equilibrio delle forme e nel dosaggio armonioso dei tratti, che alla fine suona tanto da mediocrita’ generica da televisione generalista.
Qui si lavora decisamente sull’eccesso, sull’orrore, sulla sorpresa totale, sul dissacratorio. Un eccesso che a volte e’ anche vestirsi, come quest’anno, perche’ no, da tazza del cesso, con tanto di cappellino a catenella e spazzolone infilato nella giarrettiera.
E la creativita’ frocia, gaya e divertente, che spadroneggia irriverente.
A partiredai nomi delle modelle, a continuare il felice trend “fashion-sanitario”:
Da Belinda Valium, Vanity Polase, Fiona Prozac ed il gioellino Daphne Fluimucil fino alla novella Tangura Sinflex. Nomi che, guarda caso flirtano pericolosamente con la scena punk-metal, dai Prozac+ alla Val-Ium dei Pist On (a proposito di nomi), bassista genetica ma dal look piu’ Drag Queen delle nostre stesse miss.
Si ma poi chi c’era che ha visto (anche via satellite, tramite Satisfaction TV, gia’ ospitante Homorama, programma di dis-cultura gaylesbotrans/gender, con anche Helena Velena)?
Letteralmente, come e’ giusto che sia, di tutto. Dall’apertura con Miss Frana (di cui ben capiamo l’origine del nome), orgogliosa della sua “bruttezza maschia”, sportante una pelosita’ gambale  in eccesso che, scusate la ripetizione, non puo’ essere definita null’altro che appunto orgogliosa, fino alla miss “Absolutely Gay”, in-scudata in plastica trasparente ed ancora orgoglio gay in termini economico-politici, quando la merce-ideologia viene deturnata su se stessa. E se una Miss Sissi si stampa nel nostro immaginario, veleggiando per la passerella  con pelle dorata, alucce e pattini a rotelle, di un terremoto come Mercalla Ritcher o una Melona d’Orsay perdiamo le coordinate nome-immagine, per rimanere comunque affascinat* dalla rigidita’ cyborg postumana del look “storto” alla Marylin Manson (di lei, non MM citazione sulla bellezza come diversita’ e sperimentazione) con strutture pericolose ed acuminate di scrap metal appese ad un corpo sclerotizzatamente affascinante che traballa su se stesso incedendo drammaticamente sui suoni stirdenti di un remix postnucleare di Bjork. Ma a parte questo gioiello totale di sperimentazion e oltre, c’e’ n’e’ per ogni eccesso di cattivo gusto, dall’overdose di peperoncino “ovunque” ai vestiti svestenti con pioggia di paillettes sul pubblico, al duplicato fintotwin “veromagro” (e funziona pure!!!) di Miss Dolly & Miss Parton, la cui apoteosi della causalita’ sta nell’orgasmico stop&go della base musicale che non parte ma che produce l’effetto di un continuato coitus interruptus. Favolose, nella volonta’ del fato!
Per non parlare della vincitrice assoluta (Molluska? Cilli Setter? Zavorra Weight? ha importanza? Tanto chi vince vince soltanto di essere “fuori'” dalla prossima edizione, quindi…), travestita da Piazza San Pietro con tanto del Signor Wojtyla benedicente… Un perfetto gioiello dall’avantgusto dissacrante, perfettamente in tema coll’agonizzare drammatico dei tempi, ad individuare il vero nemico.
Ah, poi vorrete sapere della superospite, Amanda Lear. La piu’ celebre falsa transessuale della storia. Corpo oltre il perfetto, in superinvidiabilita’ totale, con gambe da capogiro pur se inguainate in un collant contenitivo….
Amata e idealizzata da tutti/e/u, frocie & trans. Quindi se Helena ne parla male e’ perche’ ‘ gelosa, vero? Ok, a parte la megatrovata promozionale sulla sua supposta transessualita’ in cui ancora oggi molte vorrebbero credere (ma perche’ non ci scegliamo i nostri modelli tra quelle “vere” & non genetiche, magari, e non tra quelle “vere finte donne”?) anche l’impegno politico raffazzonato di ripiego non funziona. L’ambiente e’ frocio, certo, ma il contesto e’ “militante”. E quindi la nostra abbozza un discorsino sulla necessita’ dell’uso dei preservativi (scontatissimamente “corretta”, non c’e’ che dire), salvo poi chiudere con un “io ne ho le tasche piene” che ha invece ben altra interpretazione (e non solo perche’ indossa un favoloso abitino trasparente di tulle & pizzo ovviamente senza tasche) e lascia trasparire una certa stizzita ritrosia verso “il dovere” a cui si e’ trovata a “dover” sottostare. E non e’ un caso che, in chiusura, in grandisoa bellezza, della manifestazione, con tutto il meraviglioso, variopinto ed oltraggioso serraglio frocio sul palco, a cantare “l’internazionale” col pugno alzato, la fascinosa Amanda si defili rapidamente. Finir su Novella 3000 tacciata di comunismo, proprio ora che il vento comincia trendescamente, negli ambientini “chic” a soffiare in ben altra direzione (non solo a Bologna) non e’ proprio il caso, vero?
Beh, la nostra bellissima patteggiante con Faust si e’ poi ravveduta il giorno dopo, inondando la segreteria telefonica del Cassero di belle parole di ammirazione. Ma sara’/servira’ davvero per una prossima volta?
Se qualcosa serve ed e’ servito e’ pero’ ben 4500 paganti a dare un contributo alle associazioni di lotta/informazione contro l’AIDS (e permetter di comprare ferro da stiro, aghi chiodi  e sparapunti alla Maison De Cassero) , &, oltre a L’internazionale a commovente squarciagla nella Bologna in cui ora “guazza l’oca”, la presenza della prima e unica ufficiale “Miss Italia Alternative”, pre interdizione e ancora senza nome, una matrona vestita da Bandiera Rossa, con una splendida falce & martello di strass dorati, a sfilare nuovamente con la musica “adeguata”.
A gridare e sberleffare in faccia a tutte/i/u che essere froci/queer/transgender/genderfuck e’ tuttora, oltre che alternativo, ribelle e non conforme. E che, in barba e baffi alle false teorie sull’integrazione perbenista, e’ pure ancora davvero di “sinistra”, anarchici o comunisti (e/a/u) che si sia.

Helena Velena
frocia, anarchica  & transgender

 

[articolo pubblicato sulla rivista Flesh Out, nel 1997]

FVLN aka Favolina

giugno 26, 2008


[foto di Claudia Marini]

(DIRE) Bologna, 26 giu. – “Ognuno ha la sua croce”. A questo
motto saranno ispirate le performance e le sfilate delle modelle
della Maison du cassero per l’edizione 2008, la quindicesima, di
The italian Miss alternative. Festa, concorso di bellezza che
bandisce la banalita’, ma anche appuntamento annuale con la
solidarieta’ e la lotta all’Aids, la kermesse, in scena domani
sera all’Estragon, quest’anno fa da apripista al corteo del Gay
Pride nazionale, in programma sabato pomeriggio. Libero sfogo,
quindi, ai crucci (le croci appunto) che ci assillano. Uno in
particolare appartiene ai ragazzi del Cassero, sede dell’Arcigay
di Bologna, che dopodomani mattina, nel corso di un incontro
ufficiale a Palazzo D’Accursio, consegneranno nelle mani del
sindaco Sergio Cofferati una lettera e una raccolta di firme per
chiedere l’intitolazione di una piazza dei giardini della futura
Manifattura delle Arti a Stefano Casagrande, ideatore di Miss
Alternative, icona del movimento omosessuale bolognese e
animatore della vivace vita culturale del circolo. Il contenuto
della lettera, spiega il presidente del Cassero, Emiliano Zaino, 
sara’ anticipato sul palco di Miss Alternative, tra un defile’ ed
un’esibizione. “Lo spirito- spiega Bruno Pompa- e’ cercare il
sassolino che ognuno porta in una scarpa e gettarlo contro
qualcuno e non contro se stessi, come spesso avviene”. Cosi’ c’e’
chi se la prendera’ con l’emergenza rifiuti in Campania, chi con
l’assillo delle doppie punte. Uno spettacolo poliedrico e
colorato con le incursioni di attrici, cantanti (Lala Mac Callan
e Brenda Broadway), scrittrici (Caterina Cavina) e la performance
di Principe Maurice, anima del Carnevale di Venezia (Miss
Alternative ricambiera’ con un’apparizione sul Lido).
 
L’obiettivo e’ raccogliere fondi a
favore di quattro associazioni, Lila, Mit, Progetto salute
Cassero e Ida, che fanno assistenza diretta ai malati di Aids,
offrono case alloggio e organizzano campagne informative, ma
soffrono di cronica mancanza di fondi. I biglietti sono gia’
disponibili in prevendita al Cassero (15 euro), ma sara’
possibile acquistarli anche all’Estragon (10 euro, ma solo posti
in piedi, spettacolo a partire dalle 23). Dopo l’incoronazione
della reginetta, scelta tra una ventina di partecipanti, la festa
continuera’ fino al mattino con i dj Pasta Boys. L’intero incasso
sara’ devoluto alle 4 associazioni, anche perche’
l’organizzazione del concorso quest’anno e’ stata praticamente a
costo zero: non solo ha potuto beneficiare del traino
promozionale del Pride, ma il rock club del Parco Nord “non ha
chiesto un soldo- conferma Pompa- anzi, ha messo a disposizione
gratuitamente le attrezzature”. Si punta, dunque, a racimolare
dai 20 ai 25 mila euro.

Prevendite

giugno 24, 2008

Fino al giorno prima dell’evento è possibile acquistare  in prevendita presso il Cassero i biglietti per i posti numerati. Il costo è di 15 euro cad. Fino ad esaurimento dei posti stessi sarà comunque possibile acquistare questi posti anche presso il botteghino dell’Estragon la sera stessa dell’evento. L’entrata senza posto numerato costa 10 euro. E lo stesso anche il party a seguire con i Pasta Boys. 

Buona solidarietà a tutti e a tutte. 

 

Orari di apertura Cassero nei prossimi giorni:

mar 24: dalle 15 alle 19 (uffici) e dalle 19 alle 24 (aperitivo tartina technocratika)

mer 25 dalle 9 alle 14 e dalle 15 alle 19 (uffici)  e dalle 23 alle 5 (disco commerciale) 

gio 26 dalle 9 alle 14 e dalle 15 alle 19 (uffici) dalle 21:30 alle 24 (apertura serale)

 

 

ECLIPSIA SOLEDAD

giugno 24, 2008

[foto di Claudia Marini]

Belinda – X – Press

giugno 18, 2008

[foto di Claudia Marini]

Names, baby, names!

giugno 18, 2008

in molti continuano a chiedere “chi parteciperà?”, “ma ci sarà la mia preferita?”, “ma quella continua a partecipare?” … 

ecco alcuni nomi di modelle all’opera per la realizzazione dei costumi e delle uscite di questa 15^ edizione del concorso:

Recapita Supradyn, Fvln, Divine Brown, Annie ’80, Ronzina Voiello, Dolly Holiday, Gioiosa Ionica, Shirley Tampax, Bufala Kill, Sweetie Darling, Olympia Bluff, Otta Chippendale, LaTavia Tovarich, MissCatta, Igienika Fuji, Eclipsia Soledad, Bagonga Basinger, Gaeta Jones, Lysandra Coridon, Fifì, Taffy Topaz, Brenda Broadway, La La McCallan, Minerva Lowenthal, Celine Dior, Agònia

uno degli agglomerati umani più improbabili che ci si possa augurare di “frequentare” 

buona solidarietà a tutte! 

 

Nel suo Documento di lavoro, “Un approccio coordinato e integrato della lotta contro l’HIV/AIDS nell’Unione europea e nei paesi vicini 2006-2009”, la Commissione ha indicato le principali  linee d’azione da seguire fino alla fine del 2009.

La Commissione è preoccupata per la diminuzione dell’attenzione dedicata alla prevenzione, che rimane un elemento fondamentale in tutte le altre attività che costituiscono l’approccio globale di lotta contro l’HIV/AIDS e per questo, tra gli altri, si pone l’obiettivo è rafforzare la partecipazione della società civile a tutti gli aspetti della lotta contro l’epidemia, compresi la definizione, l’attuazione, il monitoraggio e la valutazione degli interventi.

Senza la risoluta promozione di misure di prevenzione essenziali, come l’educazione, l’utilizzazione di preservativi e l’attuazione di misure volte a ridurre i rischi , non potrà essere raggiunto alcun altro obiettivo fissato (come l’eliminazione della trasmissione da madre a figlio o l’accesso universale alle cure). 

Altri campi d’azione che richiedono un rafforzamento sono le questioni dei diritti umani, la sorveglianza e le azioni rivolte a gruppi vulnerabili specifici. In questo ambito, gli obiettivi posti sono:

facilitare l’attuazione di misure di prevenzione dell’HIV destinate a gruppi particolari e a tutta la popolazione;

garantire che tutti i cittadini abbiano accesso all’informazione, all’educazione e a servizi volti a ridurre la loro vulnerabilità all’HIV/AIDS;

migliorare l’accesso dei consumatori di droghe iniettive alla prevenzione, alle cure di disintossicazione e ai servizi di riduzione dei rischi;

rispondere alle specifiche necessità delle popolazioni migranti in modo da permettere loro un accesso non discriminatorio a informazione, prevenzione, trattamento, cure e sostegno;

sostenere il monitoraggio e la valutazione dei metodi di prevenzione.

L’epidemiologia dell’HIV nell’UE richiede l’intensificazione delle misure di prevenzione destinate al grande pubblico e a gruppi specifici come i giovani, le donne, i consumatori di droghe iniettive, gli omosessuali, i lavoratori del sesso, i carcerati e le popolazioni migranti.

Si stima che adeguate misure di prevenzione dell’HIV permetterebbero di evitare il 63% dei 45 milioni di nuove infezioni previste nel mondo tra il 2002 e il 2010.

Mentre il numero delle persone affette da HIV/AIDS cresce di anno in anno, i servizi di prevenzione non aumentano allo stesso ritmo.

In Italia sono 59.500 i casi di Aids notificati dall’inizio dell’epidemia, in media circa 4 mila l’anno. Nel 2007, le stime dell’Istituto Superiore di Sanità mostrano una sostanziale stabilità nel numero di nuovi casi di AIDS rispetto all’anno precedente, segno che si è arrestata la tendenza al declino dell’incidenza di malattia conclamata che aveva caratterizzato i primi anni di terapia antiretrovirale combinata. Ciò dipende dal mancato accesso precoce alla terapia (oltre il 60% dei nuovi casi non ha effettuato terapia prima della diagnosi di AIDS) e consegue a un ritardo nella esecuzione del test (oltre una persona su due scopre di essere sieropositiva al momento della diagnosi di AIDS o poco prima). La causa del ritardo risiede in una bassa percezione del rischio, soprattutto in persone che hanno acquisito l’infezione per via sessuale.

Per quanto riguarda le nuove diagnosi di infezione da HIV, come ha recentemente dichiarato Gianni Rezza dell’ISS, i dati provenienti da alcune regioni e province italiane mostrano una sostanziale stabilizzazione che permette di stimare circa 4000 nuove infezioni l’anno nel nostro Paese (circa 11 infezioni ogni giorno). La bassa percezione del rischio della popolazione sessualmente attiva rende conto della necessità di mettere a punto adeguati interventi di prevenzione” 

 

L’ultima campagna ministeriale ha finalmente pronunciato la parola preservativo e ne diamo un giudizio positivo, ma arriviamo da decenni di campagne insulse e moralizzatrici che nulla hanno a che vedere con la prevenzione di un virus a trasmissione sessuale. Inoltre, sono state così sporadiche e minimali che nemmeno i più attenti osservatori sono stati capaci di vederle tutte.

Come Associazioni riconosciamo quanto affermato dalla Commissione Europea mentre sostiene che “la stigmatizzazione e la discriminazione costituiscono ancora un ostacolo, al pari dell’inefficienza e della scarsa qualità generale dei programmi di prevenzione esistenti e ne condividiamo gli obiettivi:

– lottare contro la stigmatizzazione e la discriminazione delle persone affette da HIV/AIDS;

favorire un accesso universale a trattamenti e cure efficaci, a costi sostenibili ed equi, compreso un trattamento antiretrovirale sicuro;

favorire l’integrazione sociale e professionale delle persone affette da HIV/AIDS.

Le persone affette da HIV/AIDS devono poter svolgere un ruolo attivo nella gestione della loro condizione di salute. I servizi che sono loro offerti devono rappresentare un sostegno, favorire la loro inclusione e rafforzarne l`autonomia.” 

 

CASSERO SALUTE – IDA – MIT – LILA

 

 

In questo clima che favorisce la tenuta delle acconciature, ma che è a sfavore dello scioglimento di cere e mastici, le modelle della Maison du Casserau stanno operando ciascuna nel proprio atelier per sfoderare il colpo di scena finale di fronte alla platea che le attende come i romani attendevano le pellicce in campo. 

Per chi non conoscesse bene le dinamiche dello show, le modelle sono chiamate così per convenzione, ma in realtà sono tutt’altro: innanzitutto per il 90% sono dei bei maschioni, e in secondo luogo nessuno ha mai cucito un vestito per loro, quindi più che modelle sono delle artigiane. Per di più prive di mezzi e di idee. Ma dotate di tanto coraggio. Tantissimo. 

Le appartenenti al gentil sesso sono tutt’altro che gentili, e pur di non sfigurare in mezzo a tanto ardore esagerano puntualmente con stucchi, colle e carte da parati. 

Per favorire la comparsa di idee all’orizzonte, da qualche anno l’organizzazione ha pensato di lanciare dei temi. Parliamo di ambiti generici, vaghi stimoli per accendere almeno un colore. E quest’anno, col clima politico siffatto, con un Pride in casa da gestire e alimentare, con una chiesa invidiosa di non poter sfogare come noi ogni anno, si è pensato di affidarsi a quel modo di dire “Ognuno ha la sua croce”. Bene, le modelle hanno interpretato la frase tutte allo stesso modo: ognuna ha la sua patologia. Ed eccoci in pieno delirio solipsistico di ciascuna di fronte al mondo. Non sveleremo i dettagli, ma potete immaginare cosa potrà mai passare su quella passerella: ogni partecipante al concorso di the italian miss alternative è impegnata a rappresentare la propria ossessione, la propria psicosi, la propria mania. Il mondo ne uscirà sicuramente cambiato. 

Abbiamo avuto modo di fare due chiacchiere con alcune di loro, separatamente, e quel che appare evidente è che quest’anno lo sforzo di ciascuna è duplice: il giorno dopo a Bologna siamo tutti e tutte impegnate col Pride nazionale. Un evento che richiede impegno, partecipazione, energia, sorrisi e fegato. Un evento nato a Roma quindici anni fa, esattamente come The Italian Miss Alternative. E le modelle quest’anno sfoderano in questa ricorrenza tutte le loro risorse militanti e spettacolari. Sono qui tutte a ricordare l’alto valore pratico e simbolico di uno show come questo, che negli anni è stato in grado di stringere attorno a quella passerella la società bolognese, solidale e partecipativa. Un impegno preso e svolto anche dalle associazioni beneficiarie dell’evento, che ogni anno si ritrovano insieme per formulare una campagna ad hoc per l’evento, per gestire l’accoglienza con volontari e per testimoniare una presenza in città che purtroppo non ha mai smesso di essere necessaria. Lega Italiana per la Lotta contro l’AIDS, Movimento Identità Transessuali, Iniziativa Donne AIDS e Cassero Progetto Salute. 

BRENDA BROADWAY

giugno 16, 2008

 

In molti ricordano il suo esordio canoro sul palco di The Italian Miss Alternative. Indossava un costume strepitoso, interamente costruito con cotton-fioc e batuffoli struccanti di vario colore. Da quella nuvoletta soffice e saltellante usciva fuori l’unica voce soul della Maison du Casserau, la black-inside Brenda Broadway. Da quel giorno ogni appuntamento con questa manifestazione l’ha vista protagonista di un’interpretazione canora di grande successo. E non solo: anno dopo anno ha saputo arricchire i suoi momenti con coreografie e allestimenti fino a raggiungere vette eguagliate solo da grandi musical. Quest’anno manterremo il riserbo sulla sua esibizione, ma possiamo annunciare già da ora che molto probabilmente l’artista riuscirà a chiudere un accordo con un gruppo di musicisti che parteciperanno attivamente all’intero show. 

MILITANZA CHIC

giugno 16, 2008

(BO) GAY PRIDE. MODELLE DI MISS ALTERNATIVE, INDIGNATE PER LA PRESENZA SIA DI BIGOTTI MODERATI CHE DI INUTILI ESTREMISTI ENTRAMBI FUORI TEMA, SEGUONO IL CORTEO IN TAXI.

LATAVIA TOVARICH

giugno 16, 2008

 

[foto di Maurizio Galimberti]

La mia prima volta

maggio 20, 2008

di LaTavia Tovarich

Primo Passo: «Mi chiamo LaTavia Tovarich, e sono una modella».
Quando vidi per la prima volta Miss Alternative non sapevo di avere una dipendenza. Ero in piedi, alla fine della passerella, con una macchina fotografica in mano e un blocchetto degli appunti per redigere una recensione sulla manifestazione. Lungi dalla mia giovane mente l’idea che un giorno avrei calcato quella passerella.
No, non io, non a me -ripetevo col gusto di un mantra- non succederà mai a me.
Questo prima che partecipassi a molte edizioni, conquistassi un terzo posto e la nomenclatura di “storica”.
Il mio primo catwalk mi vide solo coperta da tre strisce di tessuto nero, come una pruriginosa censura di un porno provinciale e valse la cancellazione dall’albo professionale del mio analista.
Se è vero che “cinque minuti di passerella valgono una vita dallo strizzacervelli” è altrettanto vero che esistono delle regole, dei passi, percorsi inusitati, ma soprattutto un “metodo”.
L’anonimato parrebbe, di primo acchito, una scusa per nascondersi, ma in questo tipo di manifestazione il tuo nome da modella rischia di essere più conosciuto di quello reale. Sfido chiunque a elencare i reali nomi di Miss Frana, MuccaPazza, Melona Dorsay, o quello di Maiolica Hutton.
Il metodo dei “Dodici Passi” dell’Anonimous Miss Alternative, ricalcano appieno quello di altre associazioni di chi è affetto da dipendenze, i nostri sono i seguenti:

1- Abbiamo ammesso di essere impotenti di fronte ai tacchi, alle griffe e al macramé, e che le nostre vite erano divenute incontrollabili.
2- Siamo giunte a credere che un potere più grande di noi potrebbe ricondurci alla ragione. Ma non in questa vita o in questo universo.
3- Abbiamo preso la decisione di affidare le nostre volontà e le nostre vite alle cure di Dior, Yves Saint Laurant, Balenciaga, Chanel, Gucci e come solo loro possono concepirci.
4- Abbiamo fatto un inventario morale e profondo senza paura di noi stesse. Poi l’abbiamo stracciato e siamo uscite a fare shopping.
5- Abbiamo ammesso a noi stesse e a un altro essere umano la nostra esatta natura: decisamente favolosa.
6- Siamo completamente pronte ad accettare che la Moda elimini i nostri difetti di carattere o li accentui, a seconda della richiesta dello showbiz.
7- Abbiamo chiesto con umiltà i nostri gioielli.
8- Abbiamo fatto un elenco di tutte le persone che non conoscevano la nostra vera natura e ci siamo presentate da loro agghindate come il peggior incubo di Miuccia Prada.
9- Abbiamo fatto direttamente ammenda verso tali persone per l’accostamento sbagliato della borsetta con le scarpe.
10-Abbiamo continuato a fare il nostro inventario morale e personale… ma ci serviva un filtrino per la canna.
11-Abbiamo cercato – inutilmente – attraverso la meditazione, la preghiera, la supplica, che il nostro nome di modella non uscisse dalla bocca dell’amica proprio quando eravamo impegnate in un corteggiamento con un uomo sconosciuto.
12-Avendo ottenuto solo un peggioramento del risultato di questi Passi, abbiamo deciso di farcene una ragione e gettarci nel proselitismo.

Nel mio piccolo cerco nel quotidiano di seguire le indicazioni datemi, sorridendo compassionevolmente al commercialista a cui ho appena dato del femminile, o al mio macellaio di fiducia ancora confuso del mio formulare la richiesta: «Amica, mi daresti tre etti di scottona?».

circus 2002

[foto di Maurizio Galimberti]

IL BANDO (2008)

maggio 13, 2008

L’edizione di The Italian Miss Alternative 2008 è ormai alle porte.
E’ giunto il momento per il primo appello a tutte le partecipanti.
SABATO 17 MAGGIO alle ore 21:00 presso il CASSERO
sono attese tutte le modelle vecchie, nuove, alte,basse, grasse, secche, ricche o sfrante.
Sotto l’ormai noto motto di OGNUNO HA LA SUA CROCE, attendiamo idee, omaggi, deliri, eredità, copiature originali, intenzioni surreali.
L’incontro durerà il tempo giusto di sopportazione che ciascuna si merita. Agònia avrà una buona parola per tutte. Gli esiti di questo primo incontro saranno resi noti sotto forma di pettegolezzo nei peggiori salotti: in caso di stroncatura fate pure di necessità virtù, il giorno dopo c’è sempre il Pride.

>>> la puntualità non farà di voi delle signore, ma certo allevierà il fastidio a tutte le altre che tornano utili quando non sapete a chi chiedere un po’ di cerone <<<

VANITY POLASE

maggio 2, 2008

missalternative 2002 \

 

[foto di Maurizio Galimberti]

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